Tre annate, tre regole
Le plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2024 vivono ancora sotto la vecchia soglia dei 2.000 euro. Quelle realizzate nel 2025 — dichiarate nel 2026 — sono tassate al 26 per cento dal primo centesimo. Quelle realizzate dal 1° gennaio 2026 passano al 33 per cento: l'aumento, scritto nella legge di bilancio 2025, è stato confermato — non annullato — dalla legge di bilancio 2026. Chi legge i propri estratti deve prima chiedersi quando ha venduto: la data della cessione sceglie l'aliquota, e a cavallo d'anno sette punti percentuali sono una differenza che si pianifica, non che si subisce.
L'eccezione che conferma: gli EMT in euro
La legge di bilancio 2026 ha ritagliato una sola aliquota di favore: i token di moneta elettronica denominati in euro conformi al MiCAR restano al 26 per cento. La lettura corretta è restrittiva: USDT e USDC — ancorati al dollaro — non sono EMT in euro e seguono il 33 per cento, e perfino la conversione di un token non in euro verso un EMT in euro è un'operazione tassata al 33. Trattare una stablecoin dollaro come se godesse dell'aliquota ridotta è l'errore nuovo di quest'anno — e il più facile da incrociare con i dati degli exchange.
La Francia rinvia l'imposta finché non si esce in euro; l'Italia la alza mentre si resta dentro. Stesse permute neutrali, filosofie opposte: Parigi aspetta la cassa, Roma aspetta solo la data.
Cosa rileva e cosa no
La permuta tra cripto-attività con eguali caratteristiche e funzioni — BTC contro ETH, un altcoin contro un altro — non genera materia imponibile. Rilevano la cessione contro euro o altra valuta, l'utilizzo per acquistare beni e servizi, e il passaggio verso token di moneta elettronica. I proventi da staking e da detenzione si tassano alla percezione, al valore del giorno dell'accredito, con la stessa imposta sostitutiva. Le minusvalenze si compensano con le plusvalenze e l'eccedenza si riporta fino al quarto periodo d'imposta successivo — a condizione di indicarla nella dichiarazione dell'anno in cui nasce: una minusvalenza non dichiarata è una minusvalenza persa.
Il regime amministrato: l'alternativa nuova
Presso gli intermediari italiani abilitati è possibile optare per il regime amministrato: l'exchange agisce da sostituto d'imposta, applica e versa, e per quelle posizioni spariscono sia il Quadro RT sia il monitoraggio RW. È la via della semplicità al prezzo della delega — e non copre ciò che resta su piattaforme estere o in self-custody, dove il regime dichiarativo continua a valere per intero.
Cosa fare
- Separi le annate. Fino al 2024, il 2025, dal 2026: ogni cessione va letta con la regola del suo anno — soglia, 26, 33.
- Classifichi gli asset prima delle operazioni. EMT euro al 26, tutto il resto al 33 — e le conversioni verso EMT euro sono cessioni, non parcheggi.
- Dichiari le minusvalenze nell'anno in cui nascono. Il riporto quadriennale esiste solo per chi lo iscrive.
- Documenti ogni costo di acquisto. Senza prova, il costo è zero e la plusvalenza è l'intero incasso — la regola più cara del quadro.
Questa pagina spiega regole di calcolo. Non è consulenza sulle sue operazioni; la sua lettura non crea alcun rapporto professionale.